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Contro la censura del Web e per ricordare i 61 blogger in questo momento in prigione per aver criticato il governo del proprio Paese.
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Padre Adriano è un prete angolano, padrino di battesimo di mio figlio Martin; gestisce alcuni progetti tra questi Pisi, un centro di assistenza per accogliere ed assistere i bambini orfani di guerra.
Parlavo con lui, in questi giorni è in Italia per attività di fund raising e mi ha detto una cifra: 12500 dollari all'anno per mantenere 1450 bambini, vitto, alloggio, scuola. Non ci credevo, in Italia (2003) il costo PROCAPITE annuo è di oltre 12 mila euro
Ovviamente in Italia ci sono altri parametri di assistenza e di vita, ma dove sta il limite tra 12 mila euro (bambino italiano) e 8 dollari (bambino angolano) procapite annui? Chi mi aiuta a capire?
da PeaceReporter: Il risultato non è ancora ufficiale, ma i giochi sembrano ormai fatti. Stando ai dati pubblicati dalla Commissione Elettorale Indipendente congolese, con il 90 percento delle schede scrutinate il presidente uscente Joseph Kabila conserva un vantaggio di dieci punti sul rivale Jean-Pierre Bemba nel ballottaggio presidenziale tenutosi a fine ottobre. Ma lo sfidante promette battaglia, e in un comunicato ha reso noto di "non riconoscere un verdetto che mira a sottrarre la vittoria al popolo congolese". Il rischio di una resa dei conti armata si fa più concreto.
Per la cronaca Jean-Pierre Bemba è il signorotto della guerra locale che smitragliava i ragazzi che ho conosciuto in Congo.
Esco dall'ufficio, salgo in auto, parto, accendo la radio, cerco Zapping con Forbice, pubblicità, gingle "driiinnn - risponde un tale che saprò poi si chiama Gianni - Ciao Gianni, sono l'attacco di dissenteria! Dovrai rinunciare alla partitella con gli amici a calcetto...NOOOOOO se avessi con me Imodium potrei andare a giocare....gingle Imodium e gli attacchi di dissenteria non ti disturberanno piu al telefono" Non sapevo se piangere o ridire...
Che ci faccio in Congo?
Sono stato nella Repubblica Democratica del Congo nel 2001 a Butembo per documentare una conferenza internazionale sulla pace dei paesi nella regione dei grandi laghi organizzata dai beati costruttori di pace.
La
sera, durante il coprifuoco incontro dei ragazzi, ci sediamo intorno ad
un fuoco ed iniziano a raccontarmi della loro vita. Alcuni fanno
l'università che sta li su una collinetta appena dietro di noi. Ci
vanno spesso lassù nell'unica facoltà, costruita con 4 pezzi di latta
ondulata e con un solo libro di testo di economia fotocopiato. Ci vanno
ma ci stanno attenti; alcuni di loro (5 quell'anno) sono morti per
raggiungerla, smitragliati dal signorotto della guerra locale. Capito?
La gente muore per andare all'università.
Lui mi dicono ha paura che
noi imparino, ha paura che noi conosciamo, a paura che noi ci
confrontiamo, a paura che noi raccontiamo
Da quel giorno ho provato
a fare del mio lavoro una ricerca continua, un 'analisi sui nuovi
sistemi di comunicazione, sull'accesso al sapere, alla conoscenza e al
diritto all'informazione.
Insomma il web 2.0 me l'hanno insegnato quei ragazzi laggiù, a Butembo
ed io che pensavo che gli americano fossero i maghi della televisione. Immagini pietose, impallamenti, regia deprimente, cameraman tremanti al seguito degli atleti. Mamma mia!
Ieri le Iene hanno trattato un tema difficile: i bambini stregoni del Congo. i bimbi stregoni sono bambini di strada o anche con famiglia che vengono colpevolizzati di portare il malocchio e per questo allontanati da casa o portati da fantomatici stregoni delle molte emergenti chiese evangeliche per eliminare la magia nera. Inutile dire a che sevizie i bimbi sono sottoposti (spesso si arriva alla morte per la vendita poi di organi). Grazie alle Iene che hanno toccato quindi un tema importante e davvero poco conosciuto anche presso le Ngo e le varie Onlus.
L'altro giorno sono stato a vedere Nuovomondo; il film, niente di nuovo, narra le vicessitudini di una famiglia siciliana che decide di emigrare negli Stati Uniti.
Oggi leggo le vicessitudini di due giornalisti nell'andare a New York; nel 2006 le scarpe te le fanno togliere al metal detector, ai primi del '900 dovevi andare a comperartele (e nel film si vede) vendendo magari l'unica vacca che avevi. Non si poteva entrare negli States senza scarpe, non era decoroso...
Ecco un'altro buon motivo intanto per non andarci.
"Se si dovesse riempire una capsula del tempo per spiegare ai posteri questa nostra epoca ci metterei il racconto di un viaggio aereo. Anzi, due. Metti, una mattina d'autunno del 2006, due viaggiatori, uno (io) in partenza da Roma, l'altro (la mia amica Michele Mitchell, giornalista americana) da Londra. Entrambi diretti a New York, con voli che atterrano quasi alla stessa ora. Quindi, appuntamento a Newark. Prima, però, ci tocca questa piccola, spesso assurda, odissea nello spazio che ci insegna almeno quattro cose sul mondo in cui viviamo. "
Per fortuna poi c'è Google che ti aiuta nelle transvolate
"L'aereo di Michele è arrivato, ma lei no. Il suo portatile è spento. Aspetto qualche minuto, riprovo, niente. Mi avvio ai taxi. Sono già a Manhattan quando mi chiama, diretta a Brooklyn. È stata trattenuta due ore e mezzo, benché americana. Sul suo passaporto c'era un timbro dell'Afghanistan, dove aveva appena finito di girare un documentario. "Sono una reporter", aveva anche lei spiegato. "Davvero?", le avevano chiesto. "Secondo lei perché, sennò, una donna americana andrebbe a Kabul?". L'ironia era stata controproducente. Era finita in uno stanzino zeppo di pakistani e peruviani terrorizzati. C'era rimasta finché le era venuta un'idea: "Googlatemi!". L'impiegato aveva dato il suo nome al motore di ricerca su Internet e aveva ricevuto un'immagine in cui lei siedeva, nientemeno, alla scrivania di conduzione di un notiziario della Cnn."
Aggiornamento: e alla giornalista dicendo "googlatemi" è andata bene. Pare che a quelli di google non vada a genio che si usi to google così quando ci pare...
Un gran bel Granieri quello del post di oggi...
